Immigrato

Anch’io sono immigrato, prima emigrato, poi immi. Andavo vagando senza un perché concreto. Poi mi sono stabilizzato. A Genova, città cordialissima, città faziosa. Solo che non so chi possa mai decidere se ciò che ho fatto stia stato un bene oppure un male. Voglio dire: chi decide se ha senso ciò che fai? Tu. Lo so, io. Però, per gli immigrati da altrove che non sia la Repubblica Italiana e che arrivino senza arte né parte, bisognosi di molto, molti sento dire che non ha senso, ciò che fanno. Cioè, non ha senso per molti. Ma non eravamo noi, proprio noi, a decidere se qualcosa che facciamo ha senso?

Insomma, possiamo anche rifiutarci di aiutare un immigrato, gli immigrati, siriani, pakistani, nigeriani, venezuelani o italiani, ma non di discettare sul perché lo sono, lo fanno.

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